giovedì 14 marzo 2013

VIA NIZZA - L'ISONZO


Da come la vede il ragazzo grassoccio coi baffi e il pizzetto, via Nizza e' l'Isonzo. E lui e' un cane sciolto. Ci passa le ore e anche i giorni dall'inizio di febbraio, in mezzo ai tassisti.
Di fronte ha san Salvario, il quartiere riqualificato. Una volta, quando ci viveva, c'era traffico di droga e puttane. Adesso restano quelle in esterna e il sommerso, ma pare che ogni abitante si sia aperto un locale. Ricorda un po' san Lorenzo dei tempi andati, dei primi 90, Roma e le sue lunghissime serate primavera/estate. Alle finestre di san Salvario invece la gente non ha appeso le insegne del proprio locale, non sono diventati tutti imprenditori quelli del rione. Alle finestre la gente ha appeso bandiere arancio con sopra scritte bianche. Alcune fanno “dormire per lavorare” altre semplicemente “vogliamo dormire”. La riqualificazione del quartiere s'e' portata via il silenzio. E in fondo Torino rinasce prima di tutto come citta' dormitorio. Insomma a quelli che hanno un lavoro o una piu' semplice nevrastenia, dei localucci aperti fino alle tre di notte importa poco, importa niente, importa al limite che chiudano. E che chiudano anche i Murazzi, importa, e chi se ne frega se stanno lontano, sul Valentino o quasi. Nessuno faceva scontrini li' sotto, stai a vedere che c'e' chi lavora e chi lo deve pigliare in culo? Pigliamolo tutti in culo, mi sembra meglio. Il ragazzo grassoccio ce l'ha un po', la faccia. La faccia di quello col palo a due millimetri dall'ano. Poggia uno zaino nero sul marciapiede, si china, tira fuori un tubo metallico e un cavalletto, poi si volta e si abbassa a trafficare sull'asfalto, tra due macchine parcheggiate in controviale. Si stende a terra, accosta l'occhio al tubo che inclina, sembra mirare.
E' da inizio febbraio che ci pensa, e si fa il quadro della situazione. Torino non e' Napoli, sente dire a qualcuno. Si gira un secondo. Un tale capellone smunto guarda un mendicante e parla come sovrappensiero. Il ragazzo grassoccio con i baffi e il pizzetto lo soppesa ancora un attimo poi torna al lavoro. Massi' che non e' Napoli, mormora, questa e' Torino, anche se poco fa pensava a Genova guardando un balcone al terzo piano del palazzo di fronte.
Nel 2004 passo' da Genova insieme a tre amici. Si fermarono davanti ad un'area di servizio. Sulle pompe della benzina stavano issate tre bandiere. Una del Genoa, una della Sampdoria e una della pace. Fu la prima volta che diede fuoco a un posto.
Le scuse servono quando servono, e da quel giorno gli servirono sempre di meno. E le occasioni, anche quelle, comincio' a crearsele con una certa abilita'.
Insomma il ragazzo con lo sguardo fisso al palazzo di fronte inclina ancora il tubo di metallo che aveva poco fa nel borsone. Nello zaino, meglio dire, lo stesso che ora giace alle sue spalle. Sul balcone che sembra puntare sporgono due bandiere. Una e' del comitato dei vicini che protestano perche' dormire per lavorare e' una necessita' oltre che un diritto, l'altra e' un tricolore.
Il ragazzo grassoccio e' pronto. Sul fronte del fiume, dal lato proprio dell'Isonzo, ha montato il mortaio. Dimentica forse che la battaglia il cui nome fluviale gli scorre nella testa duro' tre anni di tragedia. Si alza, si volta allo zaino per recuperare il proiettile forse, o chissa' cos'altro manca. Ma davvero poca gente torno' dal fronte a tre anni di distanza trovando intatta la propria vita, cosi' come l'aveva lasciata.

25 commenti:

  1. i nomi dei luoghi, dei fiumi e delle città sono solo degli optional che servono a quelli delle gite organizzate che visitano i musei con tanto di guida e che prendono appunti o adesso fotograno con i phone. Ci si dimentica di quel che si sente, che si è fatto e soprattutto di chi si è incontrato, di chi si ha condiviso la tazza di tè o solo di acqua o solo di vino di qua o di là dal ponte. Sul treno del Kerala, lento che una tartaruga l'avrebbe superato, una famiglia mi ha offerto dell'acqua con limone e un asciugamano bagnato da casa per rinfrescarmi dal lungo viaggio. Non chiedermi da dove venivo e dove andavo che un nome vale l'altro e non devo scrivere una guida, quella serve per fare soldi per vivere e per vivere bisogna dormire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. a me invece ultimamente su un treno una tipa centroafricana mi ha offerto dei cioccolatini. aveva due valige, una letteralmente piena di documenti. un complicato affare di cittadinanza per i suoi due bambini. non ricordo il suo nome ne' esattamente il paese di provenienza. andava in francia, questo lo ricordo, ed era una bravissima tipa.

      Elimina
  2. Il ragazzo ha sottovalutato il capellone smunto secondo me e comunque Torino non sarà napoli, ma da come guidano non mi pare ci sia tanta differenza :)

    Pensa che poco tempo fa ho visto un capellone così proprio vicino alla stazione, lato via Nizza. Stava lì ad una fermata dell'autobus. Sembrava che aspettasse qualcuno, assorto nei suoi pensieri ... chissà :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. aveva un libro in tasca per caso?

      Elimina
    2. Armeggiava con uno zaino e un libro in effetti :)

      Elimina
    3. un armeggione, praticamente...

      Elimina
  3. giusta è la crociata che tanto la riqualificazione vera è quella che avviene davant'ADDIO e la classe operaia va in paradiso, come si dice ai poveri disperati che s'avviavano al fronte...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ne hanno ammazzati tipo sei-settecentomila. solo italiani, solo al fronte e in soli tre anni. e ancora stiamo qui a fare i conti su cosa e come. l'uomo e' un animale cretino.

      Elimina
    2. tutti davanti a dio, su'... o a scelta in tabaccheria che oggi sulle crociate ci puoi scommettere e se ti va bene te la scampi e puoi dormire di giorno bello riqualificato

      Elimina
    3. 6-700mila davanti a dio, piu' un milione-milione e mezzo di pezzi presentati in anticipo con saldo promesso a milite morto. cmq io non scommetto mai in tabaccheria. preferisco gestire il banco e truccare le crociate.

      Elimina
    4. e chi sei? Moggi? :D

      Elimina
    5. no, sono San Salvario.

      Elimina
    6. ahahahaha.. ah ecco temevo fossi fassino :P

      Elimina
    7. no, Fassino e' magro scheletrico ma ha i capelli corti.

      Elimina
    8. io sono altissimo. anzi l'Altissimo.

      Elimina
    9. Mhm da come ti vedo io, ti definirei piuttosto l'unto :P

      Elimina
    10. anche l'Appiccicaticcio. o piu' semplicemente "il Sudato".

      Elimina
    11. il sudario volevi dire

      Elimina
    12. Ne faremo l'ostensione in San Salvario

      Elimina
    13. l'osteria di San Salvario. 'n artra...

      Elimina
    14. Al miracolo! Al miracolo!eccezionale, signori! ieri il pessimo s'è fatto la doccia!!

      Elimina
    15. tra l'altro una delle ultime dell'anno...

      Elimina
  4. quando andrò a Torino cercherò il ragazzo grassoccio

    RispondiElimina